lunedì 21 agosto 2017

Osservatore o pastore?



Nel mio post successivo all’elezione del Card. Jorge Mario Bergoglio al supremo pontificato (17 marzo 2013) riferivo un paio di frasi — amplificate dai media — che sarebbero state da lui pronunciate poco dopo l’elezione. La prima sarebbe stata la risposta data, la sera stessa del 13 marzo, a Mons. Guido Marini che gli stava porgendo la mozzetta: «Questa se la metta lei! È finito il tempo delle carnevalate!». La seconda sarebbe stata pronunciata l’indomani, durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore; visto l’Arciprete, il Card. Bernard Law, Papa Francesco avrebbe detto: «Allontanatelo dalla basilica!». Lí per lí, fui portato a non dare credito a certi “spifferi” e, in ogni caso, a non dar loro eccessiva importanza.

domenica 20 agosto 2017

«Et catelli edunt de micis»



Judaism has always been and still is an ethnic religion, that is, the religion of a specific people. However, little by little the idea began to spread that all peoples were called to salvation through Israel. We have an example of this new mindset in the first reading. It is a selection from the third part of the book of the prophet Isaiah. Scholars say that the oracles collected here date back to the sixth century before Christ, that is, after the return of the Jews from exile. “I will bring [foreigners] to my holy mountain … my house shall be called a house of prayer for all peoples.”

martedì 15 agosto 2017

Signum certae spei et solatii



The Church has always seen in the woman of Revelation, adorned with the sun, the moon and the stars, the Blessed Virgin Mary. That is why many pictures of Mary Immaculate represent her with the moon under her feet and with her head surrounded by a crown of twelve stars. And that is why the liturgy of the Assumption has chosen this passage from the last book of the Bible as the first reading.

domenica 13 agosto 2017

«Vere Filius Dei es!»



Two weeks ago, we finished reading the Sermon of Jesus in parables. Last Sunday we should have started the narrative section of the fourth part of Matthew’s gospel, which is about the Church considered as the first-fruits of the kingdom of heaven; but we celebrated the transfiguration of the Lord. If we had celebrated the Sunday liturgy, we would have read the account of the miracle of the loaves. Today we read the continuation of that story. Jesus dismisses the crowds and strangely orders his disciples to precede him to the other side of the Sea of Galilee. Why? Jesus needed to stay alone for a while. Evidently, the experience of that day had been particularly stressful for him. Besides the teaching and the feeding of the five thousand, we know from the gospel of John that people wanted to make him king. I think that something like that would not be easy to manage for anybody. It must have taken a lot of time for Jesus to convince the crowds to leave him alone and go home. So, there was need of a moment of solitude, silence and prayer to metabolize that experience.

venerdì 11 agosto 2017

Concilio e storia



La settimana scorsa il Prof. Roberto de Mattei ha pubblicato sull’agenzia d’informazione Corrispondenza Romana, un breve articolo dal titolo “Il Concilio Vaticano II e il messaggio di Fatima”, nel quale, prendendo spunto da un recente intervento di Mons. Athanasius Schneider, ribadisce la propria posizione sul Concilio Vaticano II, per poi soffermarsi su un punto specifico: la mancata consacrazione della Russia al Cuore immacolato di Maria, richiesta dalla Vergine a Fatima e sollecitata, durante il Concilio, da un gruppo di oltre cinquecento Presuli, la cui petizione fu totalmente ignorata da Paolo VI e dalla maggioranza dei Padri.

domenica 6 agosto 2017

«Et vidimus gloriam eius» ... «et hanc vocem nos audivimus»



Today is the 6th of August, the day on which the Church remembers the transfiguration of Jesus. Since it is a feast of the Lord, according to the liturgical norms, it is more important than a Sunday in Ordinary Time. So, today, instead of celebrating the usual Sunday liturgy, we celebrate the liturgy of the transfiguration of the Lord.

venerdì 4 agosto 2017

Un’antica sapienza



Dopo aver pubblicato l’edizione italiana delle Costituzioni dei Barnabiti del 1579 (Barnabiti Studi, n. 31/2014), sono ora alle prese con la traduzione delle Regulae officiorum, vale a dire le norme pratiche che regolavano la vita di ogni giorno di una comunità dei Chierici Regolari di San Paolo. Anch’esse si sono andate formando fra Cinque- e Seicento, per essere poi riviste e adattate piú volte nei secoli successivi (la loro ultima edizione risale al 1950).

lunedì 31 luglio 2017

Nova et vetera 2.0



Il vangelo di ieri terminava con una frase, piuttosto enigmatica, di Gesú (Mt 13:52):
Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.
Διὰ τοῦτο πᾶς γραμματεὺς μαθητευθεὶς τῇ βασιλείᾳ τῶν οὐρανῶν ὅμοιός ἐστιν ἀνθρώπῳ οἰκοδεσπότῃ ὅστις ἐκβάλλει ἐκ τοῦ θησαυροῦ αὐτοῦ καινὰ καὶ παλαιά.
Ideo omnis scriba doctus in regno cælorum similis est homini patri familias, qui profert de thesauro suo nova et vetera.

domenica 30 luglio 2017

«Nova et vetera»



We finish today reading the third discourse of Jesus in Matthew’s gospel—the “Sermon in parables.” We have just heard the last three parables of the discourse—the treasure buried in a field, the pearl of great price, and the net thrown into the sea.

sabato 29 luglio 2017

mercoledì 26 luglio 2017

Umiltà?



L’«autorevole uomo di Chiesa», che ieri ha pubblicato anonimamente sul blog di Sandro Magister Settimo Cielo un articolo in risposta ad alcuni interventi del Card. Christoph Schönborn in Irlanda, a un certo punto della sua trattazione, ha riportato un episodio riferito dal sito Crux:
Schönborn ha rivelato che quando ha incontrato il papa dopo la presentazione di Amoris laetitia, Francesco lo ha ringraziato e gli ha chiesto se il documento era ortodosso. «Gli dissi: Santo Padre, è pienamente ortodosso». Schönborn ha aggiunto che pochi giorni dopo ricevette da Francesco una piccola nota che diceva: «Grazie per quella parola, che mi ha confortato».

martedì 25 luglio 2017

Pasdaran e clero refrattario



Ogni rivoluzione che si rispetti ha i suoi pasdaran e il suo clero refrattario. La rivoluzione da qualche anno in atto nella Chiesa cattolica non poteva fare eccezione. Non meraviglia dunque che il pasdaran di turno, certo Giulio Cirignano, dalle colonne dell’Osservatore Romano, se la prenda col clero refrattario che non solo non si entusiasma per lo «straordinario momento» che stiamo vivendo, ma addirittura assume un «atteggiamento, talvolta, di chiusura se non di ostilità».

lunedì 24 luglio 2017

Un metodo ancora valido?



Sono stati già versati fiumi d’inchiostro sulla foto che ritrae il Preposito generale della Compagnia di Gesú, Padre Arturo Sosa, in preghiera in un tempio buddista. Che altro aggiungere a quanto è stato scritto? A parte una grande tristezza per il declino di un Ordine glorioso, al quale per diversi motivi sono indissolubilmente legato, mi pongo una domanda: Ma come è stato possibile? Come è possibile che un Ordine religioso, che Sant’Ignazio ha voluto edificare sul solido fondamento degli esercizi spirituali, del silenzio, dell’orazione e del discernimento, potesse arrivare a questo punto?

domenica 23 luglio 2017

«Das locum paenitentiae»



Last Sunday we started reading the third discourse of Jesus in Matthew’s gospel—the “Sermon in parables.” We read the first of seven parables—the parable of the sower—with its explanation. Today we have read other three parables—the weeds, the mustard seed and the yeast. What they have in common is growth: the wheat grows along with the weeds; the mustard seed grows and becomes a big plant; the yeast makes dough rise. Which means that the kingdom of heaven is not something static, but dynamic: it grows from small beginnings to a great extension.

martedì 18 luglio 2017

I mulini a vento della “Civiltà Cattolica”



Sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica è apparso un articolo, firmato dal Direttore della rivista Padre Antonio Spadaro e dal Direttore dell’edizione argentina dell’Osservatore Romano Marcelo Figueroa, dal titolo “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico. Un sorprendente ecumenismo”. Il fatto che il saggio sia accessibile a tutti sul sito della Civiltà Cattolica e che ne sia stata predisposta anche la traduzione in inglese fa capire che si vuole dare al testo la massima diffusione e che si vuole rivestire l’intervento di un’autorevolezza diversa rispetto a quella degli altri articoli di una rivista che, già di suo, non è una rivista qualsiasi, ma è sempre stata considerata un po’ come l’organo ufficioso della Santa Sede.

lunedì 17 luglio 2017

«Non calpestare e non intorbidare»



Nell’odierno Officium lectionis (1), la liturgia ci propone un testo di Agostino, tratto dal Sermo de ovibus (47, 12-14), nel quale il Santo Dottore, pur ribadendo che la cosa piú importante è avere una coscienza tranquilla («Questo è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza», 2Cor 1:12), ci invita a evitare qualsiasi atteggiamento che possa turbare la coscienza dei deboli:

domenica 16 luglio 2017

«Qui audit verbum et intellegit»



We start today the reading of the third discourse of Jesus in Matthew’s gospel. It is known as the “sermon in parables.” As a matter of fact, rather than a discourse, it is a collection of parables—seven, to be precise. We have read the first one today; we will read the other six on next two Sundays.

martedì 11 luglio 2017

È questo il programma?



Il mio ultimo post (non considerando le omelie), del 29 maggio scorso, si poneva la domanda: “Qual è il programma di Papa Francesco?”

domenica 9 luglio 2017

«Venite ad me»



Last Sunday we finished the reading of the second part of Matthew’s gospel. Today we start the third part, whose subject is “the Mystery of the Kingdom of Heaven.” This part also is subdivided into two sections—a narrative one and a discourse. Next Sunday we will begin the reading of the third discourse of Jesus—the so-called “Sermon of Parables.” The only passage from the narrative section that we read is the one we have just heard: few verses—six altogether—but very important. They are exactly about the mystery of the Kingdom of Heaven.

mercoledì 5 luglio 2017

The Renewal of Christian Fervor



Anthony Mary Zaccaria is not a famous Saint. Many people, even good Catholics, do not even know of his existence. Many priests and religious, since his liturgical celebration is inserted in the Roman Calendar, just know that he was the founder of a religious order—which one, they do not know, as the Barnabites are so few and little spread in the world. Even at school or in the ecclesiastical faculties, studying the Lutheran Reformation and the Catholic Counter-Reformation, when history handbooks have to deal with the foundation of new religious orders (the so-called “clerics regular”), they usually mention the first of these founders—Saint Cajetan—and the most famous of them—Saint Ignatius of Loyola—neglecting all others.

domenica 2 luglio 2017

«Qui recipit vos, me recipit»



One month ago, we celebrated the solemnity of Pentecost, with which Eastertide ends. Soon afterwards we resumed the so-called Ordinary Time, started after the Epiphany and interrupted with the beginning of Lent; but these last Sundays were replaced by some other important liturgical celebrations (Trinity Sunday; Corpus Christi; the Most Sacred Heart of Jesus). So, today is the first actual Sunday of the Ordinary Time after Pentecost.

domenica 4 giugno 2017

«Accipite Spiritum Sanctum»



Today is Pentecost Sunday, the conclusion of Easter Time and the fulfillment of the Paschal Mystery. Which means that Jesus died and rose again to send us the Holy Spirit. The Holy Spirit could be considered the best fruit of Easter. Taking our cue from the readings of today’s liturgy, let us try to see how important is the Holy Spirit in the life of the Church.

lunedì 29 maggio 2017

Quale programma?



Un lettore mi ha segnalato la conferenza che Enzo Bianchi ha tenuto a Cagliari la settimana scorsa, il 23 maggio (qui l’audio-clip). Al minuto 15:57 della registrazione, il relatore si lascia andare a una confidenza a proposito della determinazione di Papa Francesco nel portare avanti le riforme: 
Un giorno gli [= al Papa] è stato chiesto in una situazione confidenziale: «Ma, Santità, porterà a termine tutte queste riforme che annuncia?». La sua risposta è stata: «Io non pretendo; voglio che si inizino processi, e voglio che quel tanto di cammino che facciamo insieme non si possa piú tornare indietro».

domenica 28 maggio 2017

«Perseverantes unanimiter in oratione»



This last Sunday of Eastertide before Pentecost could be considered the “Prayer Sunday.” In today’s gospel, we read a passage from chapter 17 of John. This chapter is the conclusion—better, the climax—of the discourse that Jesus delivers to the apostles during the last supper. Well, at this point Jesus stops speaking to his disciples and turns to God in prayer. He addresses God in a way familiar to him, calling God “Father” (Abba). Since he does not pray only for himself, but even for his disciples—thus playing a role of intercessor—this prayer has been called the “high priestly prayer.”

giovedì 25 maggio 2017

«Ego vobiscum sum omnibus diebus»



We are reading this year the gospel of Matthew. Well, among the three synoptic gospels, Matthew is the only one not to mention the ascension of Jesus. Luke, on the contrary, writes about it twice—at the end of his gospel and at the beginning of the Acts of the Apostles (we have heard this latter account in the first reading).

domenica 21 maggio 2017

«Manifestabo ei meipsum»



Today’s gospel is the continuation of last Sunday’s selection. It is a passage taken from the long discourse delivered by Jesus during the last supper. If you remember, last week Jesus revealed his own identity to his disciples: “I am the way and the truth and the life. No one comes to the Father except through me. If you know me, then you will also know my Father … Whoever has seen me has seen the Father … I am in the Father and the Father is in me.” Now, it is time for promises.

lunedì 15 maggio 2017

«Ego sum via»



On the last three Sundays of Easter the gospel reading provides some excerpts from Jesus’s discourses during the last supper. This year we read two selections from chapter 14 of John. In the passage we have just heard, Jesus invites his disciples not to be troubled and to have faith in him, just as they already have faith in God. It is an indirect way to exhort them to put Jesus on the same level as God.

martedì 9 maggio 2017

A proposito di rigidità



Qualcuno dirà che voglio fare le pulci al Santo Padre. Il fatto è che quando un Pontefice — con i suoi buoni motivi che non sarò io a contestare — decide di abbandonare quell’aura sacrale che aveva finora avvolto la sua persona, per mettersi al livello degli altri, è inevitabile che, cosí facendo, si esponga a possibili critiche. Penso che questo Papa Francesco lo abbia previsto e che, tutto sommato, non solo non gli dia fastidio, ma gli faccia pure piacere. È ovvio che, se un Papa non limita il suo magistero alle encicliche e ai discorsi ufficiali, ma ritiene utile tenere quotidianamente una meditazione a braccio sulla liturgia del giorno, qualcuno possa avanzare degli appunti alle sue riflessioni, che non sono — come ho avuto modo di dire in altra occasione — “magistero” propriamente detto, ma semplice esercizio del munus docendi della Chiesa, come nel caso di qualsiasi altro sacerdote. Ciò che conta è che, se si fa una legittima critica, essa si mantenga nei limiti della buona educazione ed entro i parametri previsti dal diritto:
In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità delle persone (can. 212, § 3).

domenica 7 maggio 2017

«Ego sum ostium»




The fourth Sunday of Easter is the “Good Shepherd Sunday.” On this Sunday, some passages from chapter 10 of John’s gospel are read. This year we read the beginning of the chapter. If you remember, during Lent, namely on the fourth Sunday, we read chapter 9, that is to say the healing of the man born blind. At the end of that story some Pharisees ask Jesus: “Are we also blind?” And Jesus replies: “If you were blind you would have no sin; but now you are saying, ‘We see,’ so your sin remains.” Well, the Good Shepherd discourse that we read in chapter 10 is the continuation of Jesus’ answer to the Pharisees.

martedì 2 maggio 2017

Meglio atei?



Confesso di non aver mai seguito con eccessiva attenzione i Papi nei loro viaggi apostolici. Son sempre stato del parere che, quando un Papa visita un paese, è giusto che se lo godano i fedeli e gli abitanti di quel paese. I discorsi che pronuncia in quella particolare circostanza sono in genere rivolti a loro e non a tutta la cristianità. Di solito perciò mi limito a leggere i titoli dei resoconti giornalistici, pur sapendo che, il piú delle volte, essi evidenziano solo alcuni aspetti, spesso marginali, di quanto ha effettivamente detto il Santo Padre.

domenica 30 aprile 2017

«Oportuit»



Speaking of Eastertide Sundays, the Norms on the Liturgical Year say: “The Sundays of this time of year are considered to be Sundays of Easter and are called, after Easter Sunday itself, the Second, Third, Fourth, Fifth, Sixth, and Seventh Sundays of Easter” (n. 23). The Sundays we are celebrating are no more—like in the old liturgy—“Sundays after Easter,” but “Sundays of Easter.” Which means: it is still Easter—and it will be so until Pentecost. That is apparent from today’s liturgy of the word. All three of the readings are a proclamation of the paschal mystery, just as if it were Easter Sunday. Mind you, we celebrate the paschal mystery in its entirety, that is to say, both the passion and the resurrection of Christ. Often, when we speak of Easter, we only think of the resurrection, as if Jesus’ sufferings and death were just an unpleasant chance event to be soon forgotten. Today’s readings show that the apostles’ preaching was different.

domenica 23 aprile 2017

«Non videntes, credentes autem»



As we were saying during the Paschal Triduum, on Eastertide the Church does not read the Old Testament. So, the first reading, during this liturgical season, is usually taken from the Acts of the Apostles, which is the book of the New Testament that narrates the infancy of the Church. The Risen Lord continues to be present in the world through his Church. Today we have read the first of three summaries that outline the chief characteristics of the Jerusalem community. Luke, the author of Acts, enumerates four of these features: the first Christians were faithful to the teaching of the apostles; they lived together and put all things in common; they used to break the bread together (which means that they celebrated the Eucharist); and they went regularly to the temple for prayer. But I would like to emphasize a detail in this passage: the first Christians are described as “those who believed;” they are believers by definition: what distinguishes Christians from others is faith.

martedì 18 aprile 2017

Dottrina vs Discernimento



L’intervista rilasciata da Padre Arturo Sosa, Preposito generale della Compagnia di Gesú, al vaticanista Giuseppe Rusconi (pubblicata su Rossoporpora) ha fatto parlare di sé soprattutto per l’infelice battuta sull’assenza di registratori al tempo di Gesú. Connesse con quell’affermazione, però, Padre Sosa faceva alcune considerazioni sul discernimento, che sono state trascurate dai piú, ma sulle quali mi sembra opportuno soffermarsi, tenuto conto delle conseguenze che esse possono avere nella vita della Chiesa. I termini “discernere” e “discernimento” ricorrono nell’intervista 24 volte. Mi limiterò a riportare qui il passo dove si tratta del rapporto fra dottrina e discernimento:

domenica 9 aprile 2017

«Ave, Rex Judaeorum!»


Coptic Icon by Stephane Rene

There is an obvious contrast between the first and the second part of today’s liturgy. By the procession of palms, we have commemorated the triumphal entrance of Jesus into Jerusalem; at the Mass, we are celebrating the sorrowful passion of the Lord. We have abruptly passed from the “Hosanna” of the jubilant crowds welcoming Jesus to Jerusalem to the “Let him be crucified” of the people gathered in front of the praetorium. This unexpected U-turn is often used to emphasize the mental instability of the masses, ready to change their mind suddenly, according to the circumstances. More probably, they were not the same people. Or, at least, we hope so.

domenica 2 aprile 2017

«Ego sum resurrectio et vita»



On this Sunday, the third scrutiny of catechumens is celebrated, accompanied by the catechesis on Baptism from the gospel of John. The passage read today for this catechesis is the raising of Lazarus. In the gospel of John, Jesus performs seven miracles, called “signs.” This one is the last before the resurrection of Jesus himself. We could consider the raising of Lazarus as the climax of the previous signs. Jesus presents himself as “the resurrection and the life” (Ego sum resurrectio et vita). He is the one who conquers death and gives life: “Whoever believes in me, even if he dies, will live, and everyone who lives and believes in me will never die.”

lunedì 27 marzo 2017

Un progetto sbagliato



Un paio di settimane fa Aldo Maria Valli ha pubblicato sul suo blog un bel post, in cui, attraverso l’allegoria del sogno, esprime la nostalgia per una normalità che nella Chiesa odierna sembrerebbe divenuta cosí rara da essere costretti a sognarla. Si tratta di venti punti sui quali è difficile non trovarsi d’accordo: sono cose talmente ovvie (o, almeno, tali erano fino a pochi anni fa), che non ci dovrebbe essere bisogno di “sognarle”. Che i parroci debbano stare vicini alle coppie che decidono di sposarsi in chiesa; che le parole del vangelo siano chiare (e sicure) e vadano interpretate nel loro evidente significato; che la liturgia abbia la sua sacralità, e quindi tutti, dal Papa fino all’ultimo chierichetto, debbano assumere un atteggiamento consono; che le pontificie accademie debbano farsi promotrici dei piú autentici valori morali, ecc. ecc., sono cose scontate per ogni buon cattolico. Talmente scontate che non dovremmo star qui a parlarne. E invece, nel momento storico che ci troviamo a vivere, sono diventate oggetto di nostalgia, visto che la “normalità” è diventata un’altra, e coincide con l’opposto di tutte quelle ovvietà (che pertanto finiscono per essere considerate eccezioni, stravaganze, singolarità). Grazie, perciò, a Valli per averci ricordato che molto di ciò che oggi viene spacciato per normale, normale non lo è affatto.

domenica 26 marzo 2017

«Et abii, et lavi, et vidi, et credidi Deo»



We have covered a half of our Lenten journey. This fourth Sunday marks a kind of stop, as if we had to take refreshment. From the first word of the Entrance Antiphon, it is called Laetare, which means “Rejoice.” We are invited to be glad. The liturgical color is rose, precisely to emphasize this sense of joy.

domenica 19 marzo 2017

«Da mihi bibere»



As we were saying on Ash Wednesday, Lent, besides being for all the faithful a time of preparation for Easter, is also the last stage of the catechumens’ preparation for Baptism: for them, it is a “period of purification and enlightenment.” In the three central Sundays of Lent the so-called “scrutinies,” with their respective exorcisms, are celebrated. These scrutinies are accompanied by a catechesis on Baptism, done through the reading of three passages from the gospel of John. By means of these selections, Baptism is progressively presented as a kind of purification (today), and as an instrument of enlightenment and rebirth (on next Sundays).

mercoledì 15 marzo 2017

Cristo epifania della divina misericordia



Nel lezionario biennale per l’Officium lectionis preparato dall’Unione monastica per la liturgia (L’Ora dell’Ascolto, Piemme-Edizioni del Deserto, Casale Monferrato, 1989) come seconda lettura oggi viene proposto un brano tratto dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo (Discorso 61, 3-5: Opera omnia, 2, 150-151). Lo condivido con voi perché mi sembra utile per fare alcune riflessioni.

lunedì 13 marzo 2017

Due pesi e due misure



In questi giorni capita di leggere articoli dai toni un po’ apocalittici, riguardanti presunti progetti di riforma liturgica, che avrebbero come obiettivo la creazione di un nuovo rito eucaristico che permetta la partecipazione di fedeli appartenenti a diverse confessioni cristiane. Di fronte a tali annunci, sinceramente, si rimane alquanto perplessi, dal momento che non si riesce a vedere che fondamento abbiano: di solito un articolo cita l’altro, senza mai fornire una fonte attendibile, che non siano le solite “voci” (o forse, piú probabilmente, all’origine c’è l’errata interpretazione di alcune informazioni credibili, ma non ben comprese).

sabato 11 marzo 2017

Jesus alone



Just as the first Sunday of Lent is traditionally dedicated to the temptation of Jesus, so the second one is devoted to his transfiguration. As if to say: Lent is not only a time of desert, temptation and penance; it is also an invitation to go up the mountain to contemplate the shining face of Christ.

lunedì 6 marzo 2017

Papi usa e getta



Di norma, sono portato a non dare eccessivo credito ai rumors. Ritengo che la realtà di ogni giorno ci riservi già sufficienti preoccupazioni di suo, per permetterci il lusso di fasciarci la testa prima di essercela rotta: «A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6:34). Cosí, nella Chiesa attuale, ci sono già abbastanza problemi con i fatti che accadono, con i documenti che si scrivono, con i discorsi che vengono pronunciati; non mi sembra proprio il caso di correre anche dietro alle voci, a ciò che “si dice” a Santa Marta, a quello che il solito “pretino” rigorosamente anonimo confida al giornalista di turno, a quanto rivelano le “fonti riservate” di questo o quel vaticanista, di professione o da strapazzo.

sabato 4 marzo 2017

«Per unius oboeditionem»



With the beginning of Lent, we interrupt the continuous reading of the gospel of Matthew. We will resume it after the end of Eastertide. Lent has its own cycle of readings sanctioned by tradition.

domenica 26 febbraio 2017

«Non potestis Deo servire et mammonae»



This coming Wednesday is Ash Wednesday. So, today is the last Sunday before Lent. When, in June, after Pentecost, we resume Ordinary Time, we will read the second discourse of Jesus in Matthew’s gospel, the so-called “missionary discourse.” Therefore, today we conclude the reading of the sermon on the mount.

lunedì 20 febbraio 2017

Dato per letto



Venerdí scorso Papa Francesco si è recato all’Università Roma Tre, dove si è incontrato con gli studenti. A proposito della visita, il bollettino della Sala stampa della Santa Sede riportava la seguente informazione:
«Nel corso dell’incontro sul Piazzale antistante l’Università, introdotto dall’indirizzo di omaggio del Magnifico Rettore, Papa Francesco ha risposto a braccio alle domande poste da quattro studenti, dando per letto il testo preparato in precedenza e consegnato ai presenti».
Le domande degli studenti, ovviamente, erano state preparate in anticipo e il discorso che il Santo Padre avrebbe dovuto pronunciare conteneva appunto le risposte a quelle domande. Ciò nonostante, Papa Bergoglio ha preferito rispondere a braccio. Non è la prima volta che questo accade, né nell’attuale né in precedenti pontificati. Giovanni Paolo II, per esempio, specialmente negli ultimi anni, quando non era piú in grado di parlare fluentemente, era solito consegnare in una busta il discorso che era stato preparato. L’attuale Pontefice poi pare che avesse già adottato questo sistema nelle visite ad limina. Ha suscitato un certo clamore il discorso — non letto, ma solo consegnato — rivolto ai Vescovi tedeschi, del quale Papa Francesco si sarebbe successivamente scusato dicendo: «Non l’ho scritto io, non l’avevo letto, non tenetene conto» (vedi qui).

sabato 18 febbraio 2017

«Estote vos perfecti»


Up to now I used to prepare my homilies on Sunday, since both Masses I had to celebrate were on Sunday. Now that the Mass for the troops has been anticipated on the previous evening, I have to prepare my homily on Saturday. So I can post it in advance. Maybe, it can be helpful for some fellow priests.


In today’s gospel we find the continuation of the antitheses of the Sermon on the Mount. Last Sunday we read the first four antitheses; today, the last two. We were pointing out that, when Jesus quotes one of the commandments, he extends and deepens the meaning of that commandment; on the contrary, when he quotes subsequent adaptations of the law, he rejects them and goes back to the original intention of God. Well, we find this different attitude of Jesus even in the last two antitheses.

martedì 14 febbraio 2017

Quando la forma è sostanza



Fece un certo scalpore, nel novembre scorso, la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, Mons. Jan Wątroba, a proposito dei dubia dei quattro Cardinali circa l’esortazione apostolica Amoris laetitia. In quell’occasione il Vescovo di Rzeszów ebbe a dire: «Io personalmente — forse per abitudine, ma anche con profonda convinzione — preferisco un’interpretazione come era solito fare Giovanni Paolo II, dove non c’era bisogno di commenti o interpretazioni del magistero di Pietro» (qui).

domenica 12 febbraio 2017

«Non veni solvere sed adimplere»



Sometimes we encounter in Scripture statements that may appear contradictory. Saint Paul, in his letter to the Ephesians, says: “[Christ abolished] the law with its commandments and legal claims” (Eph 2:15). Jesus, in today’s gospel, declares: “Do not think that I have come to abolish the law and the prophets. I have come not to abolish but to fulfill.” So, who is right, the gospel or Paul? Did Jesus actually abolish the law or not? It is not a question of little account, because our life depends on the answer to this question: if the law is still in force, we are obliged to observe it; if Jesus has abolished it, we can feel free to behave according to our will. Today’s liturgy helps us to answer this question.

venerdì 10 febbraio 2017

Auctoritates



Sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica (quaderno 3999) il Vicedirettore Padre Giancarlo Pani ha pubblicato un articolo su “La donna e il diaconato” (abstract; parzialmente citato dal blog Settimo cielo), nel quale si avventura su un terreno insidioso, in cui, a mio parere, avrebbe fatto meglio a non inoltrarsi: la questione del sacerdozio femminile, definitivamente risolta con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II del 22 maggio 1994.

martedì 7 febbraio 2017

Traduzioni e ideologia



Mi ero ripromesso di tornare sulla notizia della costituzione, presso la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (CCDDS), di una commissione incaricata di rivedere Liturgiam authenticam, e cioè la “quinta istruzione per la retta applicazione della Costituzione sulla sacra liturgia del Concilio Vaticano II sull’uso delle lingue volgari nella pubblicazione dei libri della liturgia romana” del 28 marzo 2001 (qui il testo originale latino; qui la traduzione inglese; qui il comunicato stampa in italiano). Ne aveva parlato per primo Sandro Magister sul blog Settimo Cielo, in un post dell’11 gennaio; successivamente, il 26 gennaio, la notizia era stata confermata da Gerard O’Connel sulla rivista dei gesuiti America.